Sentinella: ascoltate oggi

Il testo della prima lettura parla di sentinella. Ammonire. C’era un certo Martin Luther King che soleva dire: “Non ho paura della malvagità del malvagio ma del silenzio dei giusti”. Più o meno la stessa cosa la diceva Einstein a proposito del disastro sul quale naviga della terra che non dipende dai malvagi, ma dal silenzio dei giusti che vedono e non fanno e non dicono nulla. Sentinella. Vedi che sta avanzando il male, non puoi tacere. Parla. Sei sentinella.

Il contesto culturale che stiamo vivendo ha una forte filosofia. Imperante. Lo dico con modo spudorato in due frasi. La prima: “Ognuno è libero di fare quello che vuole”. La seconda: “Taci, fatti gli affari tuoi”. In questa prospettiva nessuno parla. Perché siamo intimati. Ma anche perché siamo menefreghisti! Questo raccolgono le due frasi! Menefreghismo e intimazione. Io non la metterei in questa prospettiva! Sì: è difficile parlare oggi, dire, ammonire è difficile; ma perché non siamo legati tra di noi. Siamo isolati. E quando siamo legati, vogliamo slegarci. Quando siamo legati da affetti e da contratti di vita, vogliamo slegarci per non dipendere. “Se un tuo fratello commette una colpa contro di te”, dice il vangelo. Gesù afferma che: “Chi fa la volontà de Padre mio questi è per me fratello…”. Il fratello è quello che è legato a me nella fede! Chi fa la volontà di Dio! È su questi fratelli che dovremmo intervenire! Ma non lo facciamo: non solo per le motivazioni che ho appena dato, ma, credo, perché manca la fede. Quando manca la fede siamo slegati tra di noi. Partecipo, vivo la religione: ma che significa avere fede? Chi sono io per ammonirti? Se non sono un tuo fratello nella fede faccio fatica a correggerti! Tanto che, se si guarda ai legami di sangue, è assai difficile correggersi anche tra veri fratelli se non c’è legame! Ecco: ci serve fede per ascoltarci e per legarci. Si diventa sentinelle nella fede, altrimenti, siamo solo rompi scatole! Sentinelle per andare vicino al fratello e riattivare come un pulsante della luce la coscienza dell’essere fratello, che fa la volontà di Dio, che dovrebbe fare la volontà di Dio! Non ho nulla da insegnarti: ma vorrei riattivarti la coscienza del tuo essere figlio di Dio, del tuo essere fratello mio, della tua fede! Sì: perché tutto questo si può spegnere, avviene, non è scontato!

Come te stesso: carità

Allora si comprende bene la seconda lettura: amare l’altro è una legge. Ma la carità è altra cosa, più grande della legge. Amo te come amo me. Non di meno! Ma metto te come un me davanti a me. Non mi faccio del male: non ti faccio del male. Non mi elimino: non ti elimino. Mi rispetto: ti rispetto. Mi do del tempo: ti do del tempo. La carità non fa alcun male al prossimo perché la carità è l’amore all’altro come io amo me. Perché sei un fratello come me, perché sei figlio di Dio: come me.

Processi: guadagnare

Finisco con il vangelo: Gesù parla di come amare. Non perdere il fratello ma guadagnarlo. Quello che faccio per lui non è per insegnargli, ma per non perderlo. Perché è mio fratello di fede. Solo per questo faccio dei processi e li innesco. Tra me e lui, tra me, lui e due testimoni. Tra me, lui e l’assemblea se non ascolta. Provale tutte! Non solo una volta, ma provale tutte per delicatezza nei suoi confronti e rispetto. Perché ci tieni a lui! Se non lo fa, se non lo vuole, se non lo permette, che fare? Allora si tira fuori! È lui che si tira fuori della fede, fuori della comunità, fuori dai rapporti. E che fa Gesù con quelli che sono fuori come Zaccheo, come la Samaritana, come i pubblicani e le prostitute: li cerca! Va in cerca. Prova con modalità e intelligenza. Guadagnare un fratello vuol dire non perdere pezzi! D’affetto! Lo ripeto: a volte tra fratelli non è possibile se non c’è fede! Non religione, ma fede! Non partecipazioni a cose che sembrano cristiane, ma fede! Ossia capacità d’ascolto dell’altro, amore dell’altro, empatia con l’altro, cambiamento di vita per amore dell’altro! La fede ci mette in cambiamento, ci fa fratelli! Non ci tiene fermi sulle nostre posizioni. Ma ci attacca a Cristo senza staccarci tra di noi! E ci fa fare sinfonia, dice il testo. Dove c’è sinfonia, unione, allora si lega sulla terra e si trova legato in cielo. Allora Gesù è in mezzo a noi. Cercando questa sinfonia, mettendo in atto tutto perché succeda questa sinfonia, questo accordo, allora si guadagna. Il guadagno non è come quello economico, dove il profitto è solo per me: il guadagno è nella relazione e questa relazione è l’esplicitazione del Cristo. “Io sono in mezzo a questo guadagno, a questa relazione, a questi fratelli”. In mezzo come un bambino: lo si vede subito! Dio ci aiuti a non rompere questi guadagni, a non rompere queste relazioni, a cercarle, a volerle costi quel che costi: questi guadagni di relazioni sono già il cielo in terra e la terra piena di cielo! Il Signore ci mette insieme per rivelarsi! Le nostre vite lo rivelano. Le nostre comunità lo rivelano. Le nostre vite e le nostre comunità stanno guadagnando il fratello o si muovono sul versante del profitto personale?

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