ARTICOLO PUBBLICATO SUL GAZZETTINO DI PADOVA il 16 luglio 2024
di Nicola Benvenuti
Grazie, grazie e ancora grazie: è la parola risuonata più volte domenica sera a Villa Immacolata, la casa di spiritualità della Diocesi che ha salutato le Suore Elisabettine che dopo 75 anni di servizio lasciano definitivamente la struttura. “Nel tempo della loro presenza sono passate di qua 63 religiose”, ha ricordato il direttore attuale di Villa Immacolata don Federico Giacomin. “Sono state una presenza preziosa, svolgendo molteplici servizi. Hanno dato il loro tempo, le loro competenze, il loro tratto femminile, la loro storia, la loro passione. Nel volgere del tempo si è evoluta anche questa loro presenza, sapendo però sempre accogliere, introdurre, accompagnare le persone che hanno frequentato questa casa, gli ospiti ma anche il personale stesso”.
Ad esprimere il grazie della Diocesi è stato il vescovo Claudio Cipolla, che ha presieduto una messa solenne nell’anfiteatro esterno della Casa diocesana, che ha visto anche la presenza del vescovo emerito di Padova Antonio Mattiazzo, che risiede proprio a Villa Immacolata, oltre a circa 350 fedeli giunti da varie zone della Diocesi. Una celebrazione molto sentita, arricchita dai canti del coro Jubilate di Conselve, durante le quale non sono mancate le lacrime soprattutto per Suor Agnese Loppoli, suor Milva Rossi, suor Piacelestina Ferin e suor Aloisia Gabaldo, l’attuale comunità delle Elisabettine che prestano servizio a Villa Immacolata.
Monsignor Cipolla nella sua omelia ha anche chiarito che la Casa di spiritualità diocesana resta aperta con le tante proposte di incontri per persone di tutte le età, una vera oasi di pace a pochi chilometri da Padova, nel cuore dei Colli, affidata appunto alla direzione di Don Giacomin, impegnato anche nel progetto di ristrutturazione dello stabile
Toni commossi anche da parte di Suor Maria Fardin, Madre generale, intervenuta con suor Enrica Martello, Madre Provinciale delle suore Elisabettine, che ha sottolineato come la Congregazione stia vivendo un evidente ridimensionamento dovuto al calo delle vocazioni, ma ciononostante prosegue il servizio a favore dei fratelli, seppure con modalità diverse. Suor Maria stessa ha invitato anche a pregare anche perché il testimone del loro prezioso servizio possa essere raccolto da un’altra famiglia religiosa.
Al termine del saluto di suor Fardin, tra uno scrosciante applauso e ripetuto applauso dei presenti, don Federico ha voluto consegnare il quadro della fondatrice dell’ordine, suor Elisabetta Vendramini, che era nella cappellina delle suore all’interno di Villa Immacolata, a testimonianza concreta del grande affetto di tutta la Diocesi di Padova.













