di Pietro Cagol
Durante il weekend lungo del 2 giugno l'atmosfera di Villa Immacolata è stata rinfrescata da una ventata di allegria e spiritualità: un gruppo di ministranti (chierichetti un po’ cresciuti) da tutta la diocesi di Padova ha condiviso qui due giorni tra momenti di preghiera e di gioco.
Ripercorrendo passo per passo il battesimo, dal rito di accoglienza fino a quello di conclusione, abbiamo (ri)scoperto il significato di ogni simbolo liturgico e del suo legame con la vita. Allo stesso tempo abbiamo avuto l’opportunità di rileggere con occhi più consapevoli il nostro servizio come ministranti e, più in generale, il nostro essere cristiani. In questo percorso siamo stati aiutati ad immergerci in solitaria grazie anche alla natura del parco di Villa Immacolata, così come in esso avviamo vissuto momenti belli tra di noi. Condividere un’esperienza così profonda e confrontarsi con altri giovani su temi così importanti e inconsueti ha rafforzato in me e credo anche in tutti noi la scelta di una vita talvolta controcorrente come la vita cristian sembra essere. Credo che il clima davvero gioioso che abbiamo realizzato e anche gli scherzi che non sono mancati abbiano smentito l’immagine comune del rigido “basabanchi”.
Ringraziamo per questa grande opportunità don Alberto Sonda e l’equipe diocesana dei ministranti, nonché don Federico per l'accoglienza che ci ha realizzato in questa bella casa che la nostra diocesi ha.













