GIUSTINA E IL SUO FRUTTO
di don Federico Giacomin
La nostra diocesi oggi celebra santa Giustina. Una donna. Giovane. E di un certo peso. La nostra Casa oggi accoglie due delle tre suore che il Buon Dio ha voluto: suor Revocata e suor Eugenie. Più avanti arriverà anche suor Blandine. Credo che tutto ciò sia il frutto di “donne”. Un intreccio al femminile. Qui, a Villa Immacolata. L’intreccio è cominciato tanto tempo fa. Nome in codice: Elisabetta Vendramini. La primissima donna ad essere stata scomodata per questa richiesta. E chi l’ha scomodata, sono state le sue figlie che qui vivevano. Quell’intreccio è stato un ricamo. Fatto in tempi e luoghi che solo i santi sanno realizzare. A noi è sfuggito il tutto perché invisibile, l'abbiamo solo intuito: loro si sono messi in comune accordo e la preghiera di donne hanno generato l’arrivo di donne in un giorno tutto “femminile” della nostra diocesi. Grazie a Santa Giustina. Grazie alla Beata Elisabetta Vendramini. Grazie a queste donne. Sono della comunità Bene-Umuhkama. Significa “Serve del Signore”. Ne hanno tutte le caratteristiche: il sorriso e la genialità. Oggi è stato un giorno di Grazia per noi di Villa Immacolata. Da questa notte Suor Revocata e suor Eugenie cominciano a dormire qui. La loro casa sarà proprio Villa Immacolata e per noi, la nostra Casa saranno proprio loro. Si! La Nostra Casa: sorelle che intrecciano canti, ritmi, invocazioni e benedizioni. Sorelle che si inseriscono in questo ricamo iniziato con il cuore della preghiera tanto tempo fa e realizzato nel giorno della Patrona della nostra Diocesi.: Santa Giustina. Bene arrivate sorelle! Grazie di essere qui!













