di Martina Benettazzo
Il sogno è sempre stato per me un’incognita: salendo a Villa Immacolata mi sono chiesta come avremmo trattato l’argomento. Arrivando, incontro volti conosciuti: mi sento subito a casa. Ci riuniamo in Sala Bordignon, la mia preferita: ha un grande tavolo attorno al quale la convivialità è assicurata, siamo in pochi, ma questo ci aiuta ad entrare in sintonia, a condividere, a metterci in gioco. Il libretto che ci accompagnerà in questa due giorni ha questo titolo: “Meditare un sogno. Si può pregare… …con un sogno?”, ecco la chiave di svolta! Ho sempre pensato che i sogni andassero interpretati con la psicologia, ma grazie alle istruzioni di don Federico, gli esercizi proposti e la condivisione tra noi, ho sperimentato come i sogni sono uno strumento fondamentale per la vita spirituale e religiosa per viverla poi nella quotidianità. Torno a casa arricchita dalle relazioni instaurate e dalla consapevolezza che nel sogno la relazione con Dio si completa.












