CREDO DUNQUE PREGO

di Ylenia Sartorato

Questo il titolo del week end di spiritualità del 22 e 23 febbraio che ho avuto la grazia di vivere assieme ad altri adulti della mia parrocchia di Casalserugo e di Ronchi e a due persone di Bertipaglia. Si è trattato di una due giorni in divenire. Contenuti, silenzi, condivisioni, luoghi, spazi (sia esternamente che internamente Villa Immacolata parla di pace) e persone (che lo abitano, lo curano e trasmettono serenità) hanno contribuito ad un tutt’uno di pienezza.

Siamo partiti dall’invocazione dei discepoli: “Signore, insegnaci a pregare!” (Lc 11,1 ) per riflettere sulla preghiera di Gesù e quindi sulla nostra preghiera. L’incontro con la Parola di Dio (intensa l’esperienza della lectio divina sul brano del vangelo della domenica, Lc 6,27-38) è stato uno dei momenti forti dell’esperienza, con la guida del nostro parroco don Federico Fortin, che sempre abbiamo la gioia di ascoltare nelle omelie e che in questa occasione e - ripeto – nel contesto così adeguato di Villa Immacolata, ha saputo portarci in una dimensione di relazione speciale con il Signore. Don Federico ci ha accompagnati all’incontro personale con il Dio nel quale noi crediamo. Occorre la pazienza di trovare un modo personale per pregarlo. Occorre anche l’apprendimento di un metodo di preghiera. Così possiamo metterci in relazione con Il Signore e comprenderne la Sua infinita misericordia nella nostra miseria di uomini. Ed è nel suo amore e nel suo perdono che sperimentiamo la fede, il credere.

Se CREDO, se mi affido al Signore e mi fido di Lui, desidero entrare sempre più in intimità con Lui (DUNQUE PREGO). Se PREGO, se entro in intimità con Lui, la mia fede, la mia relazione con Lui si rafforza (DUNQUE CREDO).

Alla domenica mattina ci ha raggiunto un nutrito numero di giovani educatori della nostra parrocchia, che, in spazi e modi diversi, hanno percorso lo stesso itinerario di ricerca di un metodo di preghiera e di relazione con Dio per accrescere la fede e viceversa …con il desiderio di riuscire ad essere contagiosi nel credere. I ragazzi sono stati seguiti e accompagnati da un sempre generoso don Mattia Francescon, nostro paesano. Tutti insieme abbiamo condiviso il pranzo e soprattutto la celebrazione eucaristica del pomeriggio nella quale tra giovani e adulti ci siamo raccontati l’esperienza fatta. Occasione di vita piena alla quale inviterei tutti a partecipare.

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