di Davide Gambarro
Speranza = attesa fiduciosa di un evento gradito o favorevole.
Parto con questa definizione per descrivere ciò che sono stati questi due giorni di ritiro, prima, però, devo raccontare un momento che mi ha fatto ragionare su questo termine.
Il giorno in cui ho fatto la professione di fede, durante la visita a Palazzo della Ragione, la voce guida che ci accompagnava nel percorso, ad un certo punto ci ha chiesto di pensare, appunto, alla parola "Speranza" e di posare il nostro sguardo su quel un dipinto della sala, un oggetto o una cosa che più ci aiutava a pensare a tale termine.
Subito, il mio sguardo si è fermato nel crocifisso che ha tanto da dire ad ognuno di noi e che mi sembrava così accogliente.
Ho custodito questo momento fino al ritiro, speranzoso che potesse caricarmi e farmi sperimentare come Dio si fa vicino ad ognuno di noi.
Beh, neanche da dire, che ovviamente si è fatto sentire vivo e forte!
Parto con la prima Dio-incidenza; come primo momento abbiamo pescato il nostro Santo protettore che ci ha accompagnato in questi due giorni.
Il mio è stato San Gregorio Barbarigo che aveva in mano un libro da studiare: il crocifisso. È stata una conferma nel ricordarmi di sperare ed essere fiducioso in Dio.
Durante le varie meditazioni proposte e i vari momenti di preghiera, Dio ha detto qualcosa ad ognuno di noi, dove Lui sapeva che ne avevamo di bisogno.
Sono stati tre i Vangeli di riferimento, conditi da tante spiegazioni da parte di don Luca Gallocchio sulla preghiera.
Vorrei però soffermarmi su questi Vangeli e nei punti che più mi hanno colpito.
Il primo: la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Mi son sentito molto quel ragazzino che si rende disponibile ad offrire quello che ha da dare, che nella sua semplicità e nel suo credere è partecipe del miracolo.
È bellissima anche la risposta che Gesù dà ai discepoli - Fateli sedere.-
Questa può sembrare un imperativo, come a dire dovete ascoltarmi, invece è tutt'altro. Ci mostra quanta sicurezza può donarci se ci fidiamo e speriamo in Lui.
Nella seconda meditazione, dopo un dialogo con una Samaritana, Gesù è chiaro - Sono io, che ti parlo - come a confermare che dobbiamo concentrarsi su quella voce che se siamo disposti ad ascoltare può portarci fiduciosi alla felicità nonostante le varie difficoltà della vita.
Nel Vangelo del giorno, quello delle Nozze di Cana abbiamo sperimentato quanta Speranza e fiducia Maria ripone in suo figlio. - Qualsiasi cosa vi dica, fatela - ci fa meditare su quanto prezioso sia abbandonarsi fiduciosi e speranzosi nel suo agire.
Attraverso poi l'Adorazione Eucaristica del sabato abbiamo sentito il suo calore custodirci.
In conclusione, Dio ci chiede di avere Speranza ed essere fiduciosi nel suo operare e soprattutto non ci chiede di essere perfetti ma prende le nostre debolezze ed i nostri errori, senza buttare via niente del nostro vissuto, per trasformarli in momenti da cui ripartire, facendoli diventare i nostri punti di cambiamento e di forza così come ha fatto con la samaritana.












