L’inutilità della preghiera (corso ottobre-novembre 2024)
di Sabrna Del Din
Nella nostra parrocchia durante le festività recitiamo i vespri, in adorazione davanti a Gesù Eucarestia. Anche il primo venerdì del mese, durante l’adorazione, c’è la lettura di un salmo. Chi vuole, dopo la lettura comunitaria, può dire ad alta voce un versetto, una parola che più lo ha colpito.
Il don la chiama preghiera salmica.
E’ iniziato così il mio interesse per la liturgia delle ore.
Perciò quando ho visto questo percorso a Villa Immacolata, mi sono iscritta subito, proponendolo anche a due mie care amiche Luciana e Renata.
Il primo giorno, credo un po’ tutti, ci siamo sentiti rassicurati perché abbiamo scoperto che pregare nel momento del bisogno fa parte della nostra natura umana. Ho poi percepito che occorre veramente scavare in noi stessi, per trasformare le nostre inquietudini in desideri. Successivamente parlando dell’invocazione dello Spirito Santo, leggendo e analizzando il brano dell’Annunciazione, è comparsa una strada. Abbiamo come dato un nome a ciò che ci può accadere. (Le parole sentire, consentire ed acconsentire ad un cambiamento, continuano vive nella mia testa). Mi è di conforto sapere che la liturgia della Chiesa nella sua misura cosmologica, mi può aiutare nel mettermi in relazione con il Signore, così pure unirmi in preghiera con gli altri fratelli.
(Domenica entrando in Chiesa, ho pensato al gigante Polifemo che ci vedeva entrare, a prendere posto, ad unirci in preghiera!)
E’ solo l’inizio.
So che continuerà comunque ad essere difficile, mi ritroverò ancora in momenti dove mi sembrerà di non saper pregare, dove farò fatica a trovare un senso a ciò che leggo e che sento. Avrò giornate dove gli impegni avranno il sopravvento. Dovrò ribellarmi e mentre cercherò di farlo, ora so, che sarò già entrata in preghiera.












