IL PECCATO E’ BELLO
di Alberto Raimondo
La 30° edizione della Settimana Biblica: oltre cento occhi piegati sui Libri dei Re.:” Geroboamo non si convertì dalla sua condotta perversa… Roboamo, figlio di Salomone, regnò in Giuda… Giuda fece ciò che è male agli occhi del Signore… divenne re su Giuda Abiam… Egli imitò tutti i peccati che suo padre aveva commessi
prima di lui… Nadàb, figlio di Geroboamo, divenne re d'Israele… Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore…”.
Gli occhi leggono sconcertati una storia di potere e di delitti nella Bibbia. Una storia di peccati cattivi, feroci che coinvolgono anche le donne: la regina Gezabel fa assassinare Nabot. Anche i bambini non ne sono immuni mentre insultano Eliseo. Il pensiero va a quanto il peccato sia bello, sia seduttivo. Prendere una donna o un terreno che non ti appartiene, costruire un vitello d’oro è facile, gratificante.
Mentre le pagine girano, gli occhi ricordano i momenti in cui hanno annullato l’altro per poi umiliarlo, le scelte delle strade comode, i compromessi sudici nel nome di quello che conviene. Gli occhi si sollevano dalle pagine a guardare un punto dove si scorge il dopo, il poi, il dolore che segue all’errore e la conseguenza: la solitudine. Sentimenti che quegli occhi conoscono e che hanno provato. La paura di essere abbandonato, separato,
di non sentire più l’Amore. Il desiderio di fuggire da tutto e da tutti, ma soprattutto dalle ferite che si sono procurate ad altri. Gli occhi tornano sulle pagine:”Alzati e mangia altrimenti troppo per te il cammino”. Dio sa parlare ad Elia e alle sue paure. Un Dio che sa essere madre e usa parole come solo le nostre donne sanno fare con i nostri figli:”Mangia”.
Gli occhi guardano in alto e capiscono. Quelle pagine non sono solo una storia, ma raccontano che Dio ha il potere anche sulla solitudine. “Peccato” non è l’ultima parola.
Dio regala sempre una seconda possibilità.
Una seconda possibilità, per essere felici.












