Un giovane diventa cristiano, 18 - 20 marzo 2011

un-giovane-18-03-2011di Stefano Bianchini

Quando gli animatori del mio gruppo giovani hanno proposto a me e ai miei amici di partecipare ad un weekend a Villa Immacolata, abbiamo subito accettato con molto entusiasmo anche se nessuno di noi sapeva bene cosa saremmo andati a fare.

Forse il nostro entusiasmo era dovuto all'idea di trascorrere due giorni di "vacanza" assieme o, più probabilmente era soltanto la gioia della risposta alla chiamata che Qualcuno con la "Q" maiuscola ci aveva fatto. Abbiamo veramente accolto la proposta senza sapere bene ciò che ci aspettava, pensavamo si trattasse di una di quelle uscite che ogni tanto facciamo e invece, ora che sono tornato, mi rendo conto che è stata un'avventura molto, molto diversa da tutte le altre!

Appena scesi dalla macchina, nella penombra della sera, si vedevano le luci della città che brillavano all'orizzonte e quell'immagine mi ha trasmesso fin da subito un senso di tranquillità e serenità che mi ha accompagnato per tutti i giorni che ho trascorso in Villa Immacolata.

Durante la cena, abbiamo incontrato anche le altre persone che affrontavano con noi il weekend e ci dicevano che avremmo fatto degli "esercizi spirituali".

Nessuno di noi sapeva neanche cosa fossero! Nella mia idea pensavo fosse qualcosa che facevano solo i consacrati o comunque persone mature: non so perché, ma il termine "esercizi spirituali" non mi entusiasmava tanto.

Con un po' di sfrontatezza ho chiesto a Don Federico Giacomin, una delle due magnifiche guide che ci hanno accompagnato, se le attività sarebbero state divertenti e brillanti oppure pesanti e noiose. Senza pensarci su il don mi ha risposto "se hai voglia di lavorare su te stesso vedrai che non rimarrai deluso"...nulla di più vero...

Durante l'attività della sera ero un po' scioccato, non capivo come facevamo a stare lì a leggere la vita di un Santo quando solitamente i ragazzi della mia età il venerdì sera combinano ben altre cose.

Ma immerso nella lettura c'ero anch'io ed ero un po' in battaglia con me stesso: il mio cervello mi diceva "prendi la macchina e tornatene a casa", il mio cuore mi diceva di restare...

E ho deciso di restare.

Tornandomene a letto ho riflettuto sui consigli che mi hanno dato le persone che erano con me. Mi dicevano che se avessi accolto le proposte con entusiasmo, non mi sarei pentito di aver deciso di trascorrere un fine settimana a fare gli "esercizi spirituali", e così ho affrontato le attività del sabato come mi era stato detto.

Sabato è stato un giorno particolare, ho scoperto la bellezza del mio io ed ho ascoltato quella vocina che arriva dal cuore. Quella voce che durante la vita di tutti i giorni è travolta dal chiasso di una vita di corsa e piena di mille cose.

Non ero abituato ad avere tanto tempo per me, ma nella mia camera, quando mi mettevo a pensare, sembrava che le lancette dell'orologio improvvisamente accelerassero e subito era finito il tempo che avevo a mia disposizione. All'inizio della riflessione pensavo che un'ora di tempo tutta per me fosse troppa, invece quando ero nella mia stanza, volevo che il tempo non passasse mai.

Durante tutte le attività del sabato e domenica ero sempre più felice di aver ascoltato il mio cuore e non il cervello, e nella mia faccia, come in quella delle persone con cui ho condiviso quest'esperienza, c'era sempre un sorriso di gioia vera.

Sicuramente durante quest'esperienza abbiamo ricevuto dei regali grandissimi -niente che si possa toccare!- ma tutte emozioni che anche noi possiamo regalare agli altri.

A distanza di qualche giorno, pensando a Villa Immacolata, nella mia mente risuona un ritornello che ci ha accompagnato durante l'esperienza.

Riflettendo non è solo una canzoncina orecchiabile, è una preghiera magnifica che ha la il pregio di infondermi grande serenità e tranquillità, proprio come quando ero dentro a questa magnifica esperienza.

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