Settimana liturgica

17 agosto 2011

di Elide Siviero

sett-liturgica-17-08-2011Eccomi una domenica a messa in una chiesina della Toscana: l'edificio è stupendo, di foggia romanica. Comincio ad avere un po' di perplessità nel notare la presenza di oggetti di vario tipo sull'altare: dai foglietti agli occhiali, ecc, ma il vertice della sconvenienza avviene al momento della preghiera eucaristica quando un meraviglioso plin plin di una chitarra classica sottolinea le parole dell'anafora... Tutti si beano dell'estasi artistica e presi da una grande commozione pensano di aver vissuto chissà quale esperienza mistica... e io mi chiedo cosa fare per riportare al centro della Liturgia non le nostre emozioncine, o i nostri sentimentucci, ma Cristo Risorto in mezzo a noi.

Credo sia questo il retaggio della stupenda settimana per la Liturgia proposta da Villa Immacolata (tenutasi dal 29 giugno al 2 luglio 2011), che quest'anno aveva come tema il Triduo Pasquale: mettere al centro del nostro celebrare Cristo Risorto e Lui solo che ci raduna, ci fa Chiesa, spezza il pane per noi e ci salva.

Al di là dell'esperienza formativa, innegabilmente di altissima qualità per la presenza del Docente di Liturgia Don Gianandrea Di Donna, è la fede cristiana che riceve un grande nutrimento da questa settimana, perché favorisce la consapevolezza che ogni cristiano dovrebbe avere. Noi celebriamo quello che conosciamo: ma se non conosciamo, cosa possiamo celebrare?

La Sacrosanctum Concilium, la costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II sulla Liturgia precisa al numero 10: «... la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia. Il lavoro apostolico, infatti, è ordinato a che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al sacrificio e alla mensa del Signore. A sua volta, la liturgia spinge i fedeli, nutriti dei sacramenti pasquali, a vivere in perfetta unione; prega affinché esprimano nella vita quanto hanno ricevuto mediante la fede; la rinnovazione poi dell'alleanza di Dio con gli uomini nell'eucaristia introduce i fedeli nella pressante carità di Cristo e li infiamma con essa. Dalla liturgia, dunque, e particolarmente dall'eucaristia, deriva in noi, come da sorgente, la grazia, e si ottiene con la massima efficacia quella santificazione degli uomini nel Cristo e quella glorificazione di Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte le altre attività della Chiesa».

È stato meraviglioso cogliere la profondità dei riti, capire il perché di alcuni gesti liturgici grazie alla loro storia, studiare l'apporto teologico dell'eucologia (la parte della preghiere sviluppate dalla Chiesa intorno ai sacri riti).

Un unico rammarico che mi rimane è quello per il numero esiguo dei partecipanti (ma le cose grandi nascono da piccoli semi che bisogna avere il coraggio di seminare) e per l'assenza dei presbiteri che avrebbero potuto approfondire le tematiche del Triduo Pasquale per uscire da quelle logiche, spacciate per pastorale, che hanno portato ad un deriva storicistica o devozionale del Triduo Pasquale e della Liturgia.Un apprezzamento particolare per Villa Immacolata e chi ne ha cura: la pulizia, l'ordine hanno parlato di una grande attenzione per l'ospite. Un plauso particolare va fatto per l'attenzione a chi ha problemi di disabilità o di ridotto movimento, come nel mio caso: non ho avvertito nessun impaccio o difficoltà, grazie all'attenzione delle suore e dei volontari.A don Federico un grande grazie per aver reso possibile questi giorni, con il coraggio di chi invita a sollevare lo sguardo oltre le strettoie del banale e della routine ...