Preghiera con fiati, organo e voci

02 aprile 2012

parole-e-note-pasquali-04-2012di Giliola Secco

Quando mi ritrovo a Villa Immacolata per qualche incontro, quella bacheca all'ingresso, sulla destra, dove amorevolmente qualcuno ha in buon ordine disposto i vari depliants che illustrano le varie proposte della Casa di Spiritualità, è qualche cosa che mi attira particolarmente e sempre con curiosità e interesse mi soffermo volentieri per scoprire se c'è qualche iniziativa che può farmi bene spiritualmente.

Così, anche quel bel depliant verde dal titolo "Parole e note pasquali" è riuscito ad attrarmi.

Parlava di una serata musicale come preparazione all'ingresso nei grandi giorni della nostra fede, il Triduo Pasquale, da tenersi il Lunedì Santo alle ore 21.

Musiche, suoni e canti dal vivo avrebbero aiutato a ripercorrere i grandi eventi del Triduo: l'amore, il dono, il tradimento, l'attesa, il silenzio, la risurrezione.

 

 

L'idea mi è piaciuta da subito, mi incuriosiva alquanto, solleticava la mia immaginazione, anche perché era una iniziativa piuttosto insolita.

La sia pur veloce lettura del breve programma mi stimolava a captarne i contenuti.

Ma il pensare che la musica dell'organo, dei flauti traversi e della tromba, avrebbero accompagnato la serata insieme al canto di un soprano e di un tenore, già mi faceva percepire che sicuramente la serata aveva tutti gli elementi per diventare una bella serata per me!

E così decido di partecipare, con il fermo proposito che quella doveva essere una sosta per me, una preparazione per cercare di entrare con più consapevolezza nell'attesa della Santa Pasqua.

Ad accoglierci il calore e la soave e serena atmosfera della Chiesa della Casa di Spiritualità.

Nello sfogliare il libretto guida che era stato preparato, butto lo sguardo su un piccolo capoverso che richiama alcuni consigli per pregare con maggior coinvolgimento: li leggo e cerco di farli miei.

Mi siedo comodamente su uno dei banchi, dal lato della statua della Vergine Immacolata.

Dopo la breve introduzione di Don Federico, la serata ha inizio.

Ad aprire la strada per questo cammino di elevazione spirituale sono le note dell'organo con la composizione musicale della "PREGHIERA DI SAN GREGORIO" di Alan Hovhaness; una musica decisa, corposa, che sa far parlare lo spirito.

Per me è sufficiente chiudere gli occhi, ascoltare la musica, lasciare libera la mente, per librarmi su quelle alte vette sulle quali solo il Signore sa portare, l'importante è lasciarsi prendere per mano e lasciarsi condurre.

L'"AVE MARIA" di Schubert interpretata dalla possente voce maschile del tenore, mi fa soffermare lo sguardo sulla Vergine Immacolata, su quella Donna "piena di grazia", riempita della vita di Dio, amata teneramente e gratuitamente, così come ciascuno di noi è amato da sempre e per sempre da Dio.

La voce dolce, chiara, ricca del soprano accompagnata dal suono profondo e intenso della tromba riempie la Chiesa con il canto "ETERNA FONTE" di Handel; è una vera festa di luce che trova perfetta sintonia tra il gorgheggiare come quello di un usignolo della cantante e l'alternarsi della tromba.

Il dolce canto del "PANIS ANGELICUS" tratto da un inno di San Tommaso d'Aquino, introduce appieno nel Giovedì Santo con la Cena del Signore; l'alternarsi del suono del flauto e della tromba, unito con il canto del tenore, sanno ben evocare il grande mistero della trasformazione reale del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Gesù.

Mentre vengono spente le luci della Chiesa, una luce illumina il Tabernacolo; l'intensità della musica, il senso delle parole, la luce ferma sul Tabernacolo, esprimono la gioia del grande miracolo ed entrano nella profondità del cuore, elevano soavemente alla pienezza dell'unione intima con l'Amore.

E' un canone di Taizè "THE KINGDOM OF GOD", eseguito coralmente, ad accompagnarci nel clima del Venerdì Santo.

Le parole del testo contengono un'invocazione al Signore a venire e ad aprire in noi le porte del Regno.

La coralità dell'esecuzione mi fa rievocare la fatica del cammino verso di te Signore, fatica che non è solo mia ma anche di tanti fratelli e per noi tutti, Signore, tu hai dato la Tua vita.

Un duetto di flauti che esegue "INVENZIONE A DUE VOCI" n.1° di Bach, ci introduce nel grande silenzio del Sabato Santo, quando gli altari sono spogli e il Tabernacolo è vuoto; con le luci della Chiesa quasi tutte spente e con il melodioso suono dei flauti, mi immergo in questo silenzio, pur nella consapevolezza che è un silenzio carico di attesa di Te o Signore.

E' il bellissimo canto della "VICTIMAE PASCHALI" interpretato dal soprano che ci immette nella pienezza della gioia della Domenica di Pasqua.

Ancora, il canto dall'"ALLELUJIA" di Mozart, anche questo interpretato dal soprano, con le sue note musicali e briose, sa rendere l'allegria e la felicità della Resurrezione di Cristo; sento nel cuore la festa, sento che la mia vita non deve fermarsi al Venerdì Santo, ma che Cristo Risorto è il mio compagno di viaggio.

Almeno qui, in questo ascolto, in questa atmosfera di Paradiso, abbandono ogni resistenza, perché Lo sento accanto a me in maniera più intensa, percepisco il Suo abbraccio e il Suo dirmi: Non temere, sono con te sempre anche quando i tuoi pensieri sono lontani.

E' poi il duetto fra la tromba e il soprano, accompagnati dall'organo, con le note di "LET THE BRIGHT SERAPHIM" di Handel che ci fa ancora gioire della Resurrezione di Gesù, che dando la vita per noi ha sconfitto anche il più grande nemico, la morte.

Sento allora che in questa esultanza, ogni passo della mia vita, sia esso gioioso che doloroso, può trovare il suo vero significato, perché trova il suo fondamento in Lui.

Questi miei pensieri sembrano proprio trovare conferma nel canto finale "IO SARO' CON TE" di Marco Frisina.

Le parole del testo e la magistrale interpretazione del soprano e del tenore non possono non toccare il cuore e così mi lascio commuovere e lascio che le lacrime scendano liberamente.

Il ritornello del brano: "Io sarò con te come luce che ti guida, sarò la tua voce, la tua forza, la tua difesa, la tua salvezza" mi accompagna nel ritorno a casa!

Grazie per questa splendida serata, ben ne vengano altre; ora il mio animo è pronto per vivere con maggiore intensità il Triduo Pasquale e la Santa Pasqua.

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