01 immagineFINCHE' MIO PADRE E' CON ME

 

Come era mio solito, un pomeriggio me ne andavo in parrocchia in bicicletta. Come è ancora mio solito, approfittavo del susseguirsi monotono delle pedalate per pregare, pensando fra me e me le semplici preghiere del “Pater Ave Gloria”: infatti, in contesti come questi, hanno di utile di entrarti in testa e susseguirsi, come i pedali, a giro continuo per conto loro, senza creare distrazioni. Mi sono sempre detto: dal momento che non si smette mai di pensare, anche quando apparentemente non si ha nulla su cui soffermarsi, tanto vale tenere la mente occupata in qualcosa di buono, poi il Signore ne trarrà quel che vorrà. E in situazioni pericolose a maggior ragione! Le numerose volte che mi sono trovato in bicicletta sotto la pioggia, col vento e le macchine che mi sfrecciavano accanto, ho sgranato ‒ credo ‒ migliaia di “Angelo di Dio” (e sono ancora qua).

Ma dicevamo: stavo andando in Parrocchia e mi ripetevo il “Pater Ave Gloria”. Per qualche motivo, che ora non ricordo, ero abbastanza turbato interiormente, come preoccupato. Al termine di un ennesimo “Gloria”, iniziai un nuovo “Padre Nostro” quando il pensiero si fermò su «Padre mio…» (di solito, infatti, cambio il pronome delle preghiere da quello di 1^ persona plurale a quello di 1^ singolare). Fino a quel momento avevo ripetuto “a raffica” le parole delle tre preghiere ma in quel momento mi ero come inceppato. Ritornavo su «Padre mio… Padre mio… Padre mio» ma non perché lo volessi. Era come se, dicendolo, mi si stringesse lo stomaco pensando a… Mio Padre, Mio Padre, Mio Padre! Con tutto ciò che queste parole potevano significare. Era come se in quel momento lo dicessi… veramente! Come se quel che dicevo non fosse la formula di una preghiera ma qualcosa di vero, reale! Ma ancora di più: era come se dicessi qualcosa di cui comprendevo intimamente il profondo significato. Allora, tra qualche lacrima inaspettata e soffocata (perché: «Che cavolo! Se qualcuno mi vede chissà cosa pensa!»), mi sorse, come suggerito ma al contempo spontaneo, un pensiero nuovo dopo i molti preoccupati: «Cosa può accadermi di male finché mio Padre è con me?».

E da allora quel pensiero, quando è il momento giusto, non mi ha mai abbandonato, regalandomi ora lacrime di speranza, ora di gioia, ora di pentimento. O forse sarebbe meglio dire, tutte e tre assieme in ineffabile armonia.