01 immagineREGINA DELLA FAMIGLIA

 

Racconto questa storia, non mia e ormai molto antica, perché in realtà ha influito molto sulla vita mia e della mia famiglia. È una storia vissuta da mio nonno materno Ubaldo, da giovane contadino di Mortise in piena II Guerra Mondiale: l’ho sentita raccontare decine di volte e ha accompagnato la crescita della mia fede e dell’amore per Maria. 

Dicevamo: erano gli ultimi tempi della guerra e i bombardamenti funestavano la vita dei Padovani, soprattutto quelli che, come la famiglia di mio nonno, pur in campagna, abitavano vicino alla rete ferroviaria. Ma la fede era grande: in particolare mio nonno assieme alla famiglia allargata che abitava la grande casa colonica all’incrocio tra via Ippodromo e il binario del treno, per implorare l’assistenza del Cielo, pregava il S. Rosario quotidianamente. 

Una notte del Maggio ’44, arrivò un bombardamento. Mio nonno, un valente ragazzo di 15 anni, in queste evenienze, era incaricato di prendere sotto braccio suo nonno (il mio trisavolo!) e di scappare assieme in un fosso per sfuggire alle schegge e allo spostamento d’aria. Questi gli chiedeva sempre di portare con sé la corona del Rosario. 

Quella notte le bombe che caddero nella zona non furono solo esplosive ma anche incendiarie. Mio nonno ancora con emozione raccontava, fino a poco prima di andarsene, il «mare di fuoco» che vedeva avanzare, distruggendo case campi, verso di loro, nascosti nel fosso il quale, a quel punto, risultava decisamente poco efficace come ricovero. Questo «mare di fiamme» pareva doverli investire. Mio nonno allora si rivolse al suo chiedendo gli sgomento cosa potessero fare per salvarsi. Lascio al lettore pensare il dramma che quel ragazzino, alle soglie dell’adolescenza, poteva sperimentare, consapevole di star per morire in modo tanto atroce. Allora suo nonno gli rispose, e mio nonno si ricordò sempre benissimo quel che gli disse: «’Baldo hai la corona del Rosario con te?» (ovviamente in dialetto). Alla risposta positiva di lui quindi concluse: «Allora non avere paura, non ci capiterà niente di male». Negli attimi immediatamente successivi il mare di fuoco si arrestò improvvisamente proprio davanti al loro fosso.

Al mattino, quando tutta la famiglia si ritrovò sana e salva, scoprì che tra tutte le 13 bombe che erano cadute lì vicino, neppure una aveva centrato la casa, ma tutte erano cadute «in cerchio» attorno ad essa. Spontaneo venne allora al pensiero, in quei cuori semplici ma educati alla fede, il salmo 90:

 

1 Tu che abiti al riparo dell'Altissimo

e dimori all'ombra dell'Onnipotente,

[…]

4 Ti coprirà con le sue penne

sotto le sue ali troverai rifugio.

5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;

non temerai i terrori della notte

né la freccia che vola di giorno,

6 la peste che vaga nelle tenebre,

lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

7 Mille cadranno al tuo fianco

e diecimila alla tua destra;

ma nulla ti potrà colpire.

[…]

9 Poiché tuo rifugio è il Signore

e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,

10 non ti potrà colpire la sventura,

nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

11 Egli darà ordine ai suoi angeli

di custodirti in tutti i tuoi passi.

[…]

14 Lo salverò, perché a me si è affidato;

lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

15 Mi invocherà e gli darò risposta;

presso di lui sarò nella sventura,

lo salverò e lo renderò glorioso.

16 Lo sazierò di lunghi giorni

e gli mostrerò la mia salvezza.

 

Da mio nonno nacque mia madre, da mia madre io e i miei fratelli, che memori e grati proviamo ancora oggi a recitare quotidianamente il Rosario alla nostra Regina, Regina della Famiglia.